Arriva la vera Osteria milanese, la Semivuota

Apre in zona stazione Centrale , o meglio, nella storica zona delle ex Varesine. L’osteria Semivuota apre a Milano, dove l’identità e i principi guida nella scena culinaria sembrano essere in via di svuotamento, influenzati dal fervore economico e immobiliare,unito al culto delle chef celebrities, trova. Riempe lo spazio della vecchia osteria vera che mancava e trova risposta nella ricerca di autenticità di milanesi e non, con occhio attento al portafoglio.

Alla Semivuota si riprendendo le antiche ricette tramandate dalle nonne nelle campagne della brianza e del Varesotto, dove la cucina lombarda ha avuto origine. Curiosità sul nome, l”Osteria Semivuota” prende ispirazione dal noto film di Renato Pozzetto. La citazione non è banale e facile da cogliere, solo per veri estimatori cinofili e della milanesità. La nuova Osteria è uno spazio enogastronomico che vuole lasciare il segno, valorizzare e riportare in tavola le tradizioni familiari e i piatti dimenticati, con ingredienti locali, sostenibili e stagionali.

Un nuovo angolo di gastronomia Lombarda in Porta Nuova

Nel variegato panorama della ristorazione milanese è nata una nuova realtà dall’innovativa proposta gastronomica locale La Semivuota si trova nel cuore del vivace quartiere Porta Nuova, in via Cornalia 4, tra moderne architetture e vecchie botteghe di città.

Il proprietario, Mauro Invernizzi, ha coltivato l’idea dell’osteria milanese come quelle di un tempo per diversi anni, ma aspettava di scovare lo chef giusto a cui affidarla e con cui costruire questo sogno di Osteria.

Qualche anno più tardi, tornato da diverse esperienze in Spagna come ristoratore e dopo aver aperto il suo ristorante di piatti e tapas para compartir., Volverè a Milano, l’incontro con lo chef Giacomo Edoardo Salmoiraghi, giovane brianzolo formatosi a Ferrara e appassionato di cucina tradizionale, fa riscattare il desiderio.

L’osteria Milano centrica

Con passione e la luce negli occhi il titolare e lo chef hanno creato la Semivuota mettendo una cura quasi maniacale nella proposta gastronomica. Lo studio della materia prima, dal recupero della tradizione, senza rivisitazione e la volontà di rispettare la naturale stagionalità delle materie prime per far emergere la semplicità e bontà di esse.

L’Osteria si dichiara rigorosamente “milano centrica”. La sua cucina coinvolge solo la città e i territori limitrofi come la Brianza e le campagne vicine, quelle che in passato rifornivano il capoluogo di vino, salumi, carni, verdure e cereali. Mettere al centro il prodotto e far conoscere le ricette familiari della zona sono gli obiettivi, senza inserire in carta più diffusi piatti valtellinesi, mantovani, cremaschi come spesso capita nei ristoranti di estrazione lombarda.

– afferma lo chef Giacomo Edoardo Salmoiraghi

In aiuto allo Chef in cucina i vice, come ama definirli Giacomo: Luciano Lila , giovane cuoco con trascorsi in ristoranti milanesi e pavesi si occupa di cotolette, bruscitt e mondeghili.. Altra giovane leva Manuel Davoli in modo appassionato si dedica agli ossobuchi, polenta e alla prepazione degli gnocchi freschi.

Il menu e le scelte gastronomiche

Volutamente costruito e sviluppato per permettere a tutti i commensali di assaggiare più portate e condividere i sapori, Il Menu de la Semivuota propone:

  • Gli antipasti o meglio i piattini da condividere sono chiamati “Piccoli leva fame” e comprendono i celebri mondeghili, i nervetti con cipolla ramata di Milano, la trippa alla milanese (Busecca), il tarassaco con la pancetta
  • Per sostenere pratiche sostenibili, l’osteria ha scelto di utilizzare pesci di acqua dolce che non provengono da allevamenti intensivi: il vitello trotato utilizza la trota (al posto del tonno) e la carne dello storione, spesso sottoutilizzata in favore dell’esclusivo caviale, diventa un piatto gustoso e insolito.

    Molte altre sono le proposte per iniziare il pasto, tutte concepite in piattini; anche i salumi sono volutamente serviti per singola qualità, per consentire di mixarli a proprio piacimento. 
  • I piatti principali nel menu sono indicati con la dicitura “Per riempirsi”: dal minestrone classico milanese, al risotto allo zafferano, dall’ossobuco con la gremolada ai bruscitt serviti su polenta. Le proposte sono diverse e comprendono anche opzioni vegetariane.
  • Per i dolci la Semivuota ha scelto di affidarsi alla pastry chef Chiara Colzani: è lei l’artefice della più buona Panna cotta di Milano, insieme alla Rüssumada con panmeini o alla Torta paesana con cristalli di sale.

I tavoli, i mattoni e la cucina a vista “La Salumeria”

La location dell’osteria è stata realizzata grazie a un progetto di ristrutturazione in grado di trasmettere tradizione e senso di famiglia, di casa. L’idea nata dalle vecchie locande e osterie che nascevano ai confini della città e in brianza, proprio sotto le case dei contadini.

Due sale rivestite con mattoni a vista si affacciano sulla cucina a vista la “Salumeria” attraverso una vetrata da cui si possono ammirare alcune preparazioni.

Dal surrealismo e dalla genuinità di Renato Pozzetto, per il quale ho lavorato in passato in uno dei ristoranti milanesi di sua proprietà, abbiamo preso ispirazione per creare un luogo accogliente e umano, divertente e familiare.Offriamo una cucina di qualità, sempre attenti al gusto e alla sostanza, portando avanti un’idea culturale ben definita che ci contraddistingue”.

– commenta con emozione il proprietario Mauro Invernizzi -.

Per info, menù e prenotazioni

Osteria La Semivuota
Via Cornalia 4, 20123 Milano
www.osterialasemivuota.it