Temperature elevate e maturazioni anticipate accelerano la raccolta. Da Cavazza a Cavit, la Vendemmia 2026 richiede un monitoraggio delle singole parcelle per preservare freschezza, acidità e identità dei vini.
In diverse aree del Nord Italia è già iniziata la vendemmia per l’annata 2026, caratterizzata da temperature elevate, disponibilità idrica ridotta e maturazioni anticipate. In un clima che accelera il ciclo della vite, si mira alla precisione: osservare vigneto, interpretare i suoli e individuare tempo giusto per la raccolta.
È la strategia adottata da realtà come Cavazza, nel Vicentino, e Cavit, in Trentino e Monteverro in Toscana, solo alcuni degli esempi di come nella vendemmia 2026 Edition la conoscenza del territorio siano ancor più fondamentali per affrontare le nuove condizioni climatiche.
Tra maturazioni anticipate e nuove sfide climatiche
Vendemmia anticipata tra Veneto e Colli Berici
A Montebello Vicentino, la vendemmia di Cavazza è in corso. L’annata calda e asciutta ha accelerato la maturazione, rendendo necessario un monitoraggio costante delle diverse parcelle. La raccolta viene infatti modulata in base alle caratteristiche delle singole varietà e dei terreni, cercando il miglior equilibrio tra maturazione zuccherina, acidità, componente fenolica e profilo aromatico.
«Quest’anno è stato particolarmente importante individuare il momento in cui le uve raggiungessero il miglior equilibrio», spiega Mattia Cavazza, enologo dell’azienda.
La siccità ha rappresentato una delle principali difficoltà della stagione, ma ha anche evidenziato la diversa capacità dei terroir di reagire allo stress idrico. Natura dei suoli, esposizione, età delle viti e profondità degli apparati radicali hanno determinato risposte differenti anche tra parcelle vicine.

Positivo, invece, lo stato sanitario delle uve: la lunga fase asciutta ha limitato la pressione di peronospora e oidio, mentre le piogge della seconda metà di agosto hanno contribuito a ridurre gli effetti dello stress idrico.
Gambellara e Colli Berici
A Gambellara, dove Cavazza lavora soprattutto con Garganega e Durella, la maturazione più tardiva e i suoli vulcanicihanno favorito un’evoluzione graduale delle uve, preservando freschezza e tensione.
Sui Colli Berici, nella Tenuta Cicogna, è stato invece il Tai Rosso ad aprire la vendemmia, con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla media. Per il Cabernet Sauvignon e le altre varietà tardive sarà determinante l’andamento di settembre.
Leggere il Trentino ettaro per ettaro
Anche in Trentino la vendemmia 2026 è partita in anticipo: circa una settimana rispetto al 2025. La primavera ha registrato temperature superiori alla media e, ad aprile, nelle zone di fondovalle, circa 2 °C in più rispetto alla media degli ultimi 25 anni.
Cavit affronta l’annata attraverso un sistema di monitoraggio che mette insieme dati climatici, analisi delle uve e conoscenza dei territori. Il progetto PICA – Piattaforma Integrata Cartografica Agriviticola, utilizzato dal team agronomico dal 2010, permette di seguire oltre 6.350 ettari di vigneto, più del 60% della superficie vitata trentina.
Sono 1.000 i vigneti rappresentativi monitorati costantemente e, nelle due settimane precedenti la raccolta, vengono effettuate oltre 5.000 analisi delle uve, verificando zuccheri, acidità e precursori aromatici. Una rete di stazioni meteorologiche, distribuite ogni 70 ettari, completa il sistema.
«Le zone caratterizzate da suoli profondi, di origine glaciale, nella fascia di media collina si confermano più resilienti ai cambiamenti climatici», spiega Andrea Faustini, enologo e responsabile scientifico del team agronomico Cavit.
Il dato scientifico si accompagna alla componente artigianale: i soci coltivano in media 1,2 ettari e la vendemmia manuale permette di selezionare le uve direttamente in vigneto.

Dalla vendemmia al turismo: l’Alto Piemonte protagonista a settembre
Il rapporto tra territorio, agricoltura e cultura gastronomica emerge anche in Alto Piemonte, dove il progetto SUSTAINEVENTS, promosso dalla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, punta su un modello di turismo sostenibile e sulla valorizzazione delle eccellenze locali.
Dall’11 al 13 settembre torna Risò, il festival internazionale del riso, con showcooking, degustazioni, talk e tour nelle Terre del Riso. L’edizione 2026 celebra tre anniversari: i 160 anni del Canale Cavour, i 120 anni dalla conquista delle otto ore lavorative delle mondine e gli 80 anni dalla selezione del riso Arborio.
A Novara, invece, gli itinerari uniscono gastronomia e patrimonio culturale, dal Biscottificio Camporelli alla Cupola di San Gaudenzio, fino alla scoperta del centro storico.
Le Notti del Vino tra Nebbiolo e borghi
Settembre porta con sé anche la seconda edizione de Le Notti del Vino, con appuntamenti tra Novarese, Vercellese e Biellese.
A Ghemme e Gattinara il protagonista è il Nebbiolo, mentre tra i Laghi Maggiore e d’Orta i vigneti si sviluppano sulle rocce dell’antico Supervulcano della Valsesia. Tra le colline biellesi e vercellesi trova invece spazio l’Erbaluce di Caluso.
Dalla Garganega di Gambellara al Tai Rosso dei Colli Berici, dal Traminer e Pinot Nero trentini al Nebbiolo dell’Alto Piemonte, la vendemmia 2026 conferma una tendenza ormai evidente: di fronte a un clima sempre più variabile, conoscere ogni ettaro diventa fondamentale.
Perché la precisione, oggi, non serve soltanto a decidere quando vendemmiare. Serve a preservare l’identità di un vino e, con essa, quella del territorio da cui nasce.
Monteverro: in Toscana l’equilibrio viene prima di tutto
Anche a Capalbio, sulla Costa d’Argento, la stagione 2026 ha imposto un cambio di ritmo. A Monteverro, l’inverno e l’inizio della primavera particolarmente piovosi hanno garantito abbondanti riserve idriche nei suoli fino all’inizio dell’estate. Poi, da giugno, l’aumento delle temperature e lo stress idrico hanno accelerato la maturazione e ridotto le dimensioni degli acini.
Il risultato è stata una vendemmia eccezionalmente precoce. Lo Chardonnay è stato raccolto tra il 31 luglio e il 3 agosto, in una finestra estremamente concentrata, per preservare l’equilibrio tra acidità, alcol e componente aromatica.

Anche Merlot e Syrah sono stati raccolti prima di Ferragosto, mentre dal 25 agosto la vendemmia è entrata nella fase dei primi Cabernet, con le selezioni delle parcelle più qualitative previste a inizio settembre.
«Un’annata così particolare ha generato una forte eterogeneità tra le diverse parcelle. Per noi questa può diventare una grande opportunità, ma soltanto se riusciamo a controllarla e a non subirla», spiega Matthieu Taunay, enologo di Monteverro.
Ancora una volta, quindi, sono assaggio delle uve, osservazione quotidiana e flessibilità a guidare le decisioni. L’obiettivo è trasformare la variabilità dell’annata in complessità, mantenendo lo stile della cantina basato su equilibrio, eleganza e purezza aromatica.

