Vinitaly 2024 le degustazioni e i food pairing

È l’appuntamento più atteso dell’anno nel settore enologico e non potevamo certo perdercelo. Una due giorni intensa e ricca di sorsi interessanti, tutti da raccontare. Vinitaly 2024 ha abbassato il sipario dopo un’epica performance che ha visto sfilare oltre 4mila cantine provenienti da 30 paesi diversi.

Vinitaly, non è solo una fiera, non è solo vino, è un’esperienza da vivere per poterla raccontare. Possiamo definirla una festa per il palato e per l’anima, con più di 30mila operatori esteri del settore vitivinicolo che hanno reso l’evento un tripudio di connessioni globali. Ma non è stato solo un’occasione per brindare al vino italiano. È stato anche un momento per stringere nuove amicizie nel mondo vinicolo, scambiare racconti sulle ultime annate e, perché no, pianificare nuove avventure in bottiglia insieme.

Le nostre degustazioni della 56esima edizione

E le degustazioni? Un vero e proprio viaggio sensoriale attraverso le eccellenze enologiche italiane, dove ogni sorso era un’opportunità per scoprire nuovi tesori nascosti tra le vigne. E poi c’erano le risate, gli sguardi soddisfatti e i commenti entusiasti su ogni calice sollevato. Insomma, Vinitaly non è solo una fiera, è un’esperienza. Un’esperienza di gusto, di scoperta e di connessione che continuerà a risuonare nei cuori e nelle menti di tutti noi, fino alla prossima edizione! Ecco cos’abbiamo apprezzato noi!

Tenuta Mazzolino
Tenuta Mazzolino

Con spumanti e bolle non ci si annoia davvero mai

Tenuta Mazzolino: le nuove annate sono pronte!

Tenuta Mazzolino, realtà vitivinicola dell’Oltrepò Pavese con solo una decina di etichette prodotte all’anno, si distingue nel panorama enologico internazionale grazie alla competenza della sua squadra guidata dall’esperto Kyriakos Kynigopoulos.

A Verona per quesa 56esima edizione di Vinitaly la Tenuta ha portato i suoi vini caratterizzati da alta qualità e sostenibilità.

Blanc de Blancs

In primo piano la nuova annata del Metodo Classico a base di Chardonnay della cantina, il Blanc de Blancs.

Un vino bianco dal bouquet complesso con note di agrumi e dolci sfumature di pasticceria, seguite da sentori di pane tostato. Al palato, offre un’effervescenza vivace, un’acidità vibrante e una polpa succosa di frutta gialla, con un finale persistente di pesca candita e nocciole tostate. Si abbina bene con piatti di mare come molluschi, crostacei, pesci e primi piatti a base di verdure di stagione.

Anche l’Abruzzo ha il suo Spumante

L’Abruzzo ha fatto il suo ritorno a Vinitaly 2024 con Trabocco presentando in anteprima lo Spumante Trabocco 2020, lanciato nell’estate 2023.

Il marchio Trabocco è il risultato dell’iniziativa del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo, che mira a mantenere la ricchezza del territorio creando e registrando un marchio collettivo.

Questo spumante, prodotto con Metodo Italiano da uve autoctone, è stato il protagonista di degustazioni ed eventi durante la fiera.

Curiosità sul nome

Il nome Trabocco richiama al Trabucco la storica macchina da pesca abruzzese e al paesaggio costiero dell’Abruzzo. Riportandoci come in degustazione, sensazioni di freschezza e gioia. [Imbottigliato esclusivamente nella regione.]

Vini di montagna tra cambiamenti climatici e vitigni resistenti

Grosjean: preservare il territorio valdostano senza minare la qualità

Nel 2011 la famiglia Grosjean, che dà il nome alla cantina valdostana, compie un passo importante verso la sostenibilità ambientale e la produzione responsabile con la conversione al biologico, dimostrando un profondo legame con il territorio.

La terza generazione continua l’eredità affrontando le sfide legate al problema della posizione in vallata. Come ad esempio la siccità, che insieme al cambiamento climatico necessita di soluzioni innovative, come reti di irrigazione potenziate, candele per prevenire le gelate e nuove tecnologie.

Alcune soluzioni alle volte guardano però al passato, come la pratica agricola che favorisce l’aerazione del terreno e migliora di conseguenza la qualità delle viti.

Mas Du Jario Blanc De Noir

Ottimo l’assaggio del Mas Du Jario Blanc De Noir Extra Brut, spumante floreale prodotto da uve selezionate provenienti da una vigna di 0,2 ettari con esposizione a sud e sud-ovest, ad 800 metri s.l.m.. Vinificato in acciaio a bassa temperatura e affinato sui lieviti per 36 mesi. Produzione limitata a 1450 bottiglie.

Da Terre di Ger si lavora con vitigni Piwi

In Italia i vitigni Piwi non hanno ancora un mercato ben definito, ma alcune virtuose cantine pensano e ci consegnano dei vini che guardano al futuro. Come le cantine Terre di Ger che sperimentano per creare nuove varietà di vitigni. I vitigni resistenti appunto, alle malattie e ai cambiamenti dovuti al clima.

El Masut di Cantina Frattina

La cantina di Frattina di Pravisdomini ha organizzato una degustazione verticale di tre annate di El Masut, il loro vino rosso più rappresentativo, che rappresenta il blend di taglio bordolese con varietà resistenti come Cabernet Eidos, Merlot Khorus e Kanthus.

La degustazione ha incluso tre annate di El Masut

  • 2019 – con vinificazione in acciaio e affinamento in barrique
  • 2020 – caratterizzato da una gestione più attenta in vigneto
  • 2021, enfatizzando la qualità con interventi agronomici mirati come diradamenti e sfogliature.

Il mare in un calice, l’influenza del terroir

Alle Cinque Terre con La Polenza

Siamo nel territorio protetto del Parco delle Cinque Terre, e più precisamente nel pittoresco borgo di Corniglia, dove la cantina lavora anche grazie all’introduzione di una meccanizzazione ecocompatibile. Quando si parla di Cinque Terre, si parla molto di territorio. Le varietà coltivate sono Vermentino, Bosco e Albarola.

Una delle due DOC qui è la Cinque Terre Sciacchetrà ed è infatti questo il sorso più interessante, un vino dolce prodotto da uve che appassiscono per due mesi respirando l’aria salina del mare. Albicocca e cedro canditi, iodio, accenni di balsamicità. Da provare.

Alta Sardegna e Vermentino l’evoluzione dalla prova di vasca alla bottiglia

La Cantina Castiglia si trova ai piedi del Monte Limbara, in alta Sardegna, e beneficia di un microclima ideale per la maturazione delle uve. Grazie alla selezione rigorosa delle uve e alle basse rese per ettaro, la cantina rappresenta al meglio il territorio gallurese.

Il Vinitaly serve anche ad assaggiare le anteprime, e qui abbiamo avuto questa opportunità. Uno dei vini simbolo è il Myali,  un Vermentino di Gallura D.O.C.G. Le vigne crescono a 500 metri sul livello del mare. Presenta un colore giallo paglierino brillante e profumi eleganti di frutta esotica e agrumi. Al palato è fresco, avvolgente e minerale, con un piacevole retrogusto di mandorla amara. Abbiamo assaggiato una prova di vasca dell’annata 2022, trovandolo fresco e quasi pronto, una chicca che sarà disponibile sul mercato verso maggio.

Rossi strutturati amati anche all’estero

Il Chianti Classico di Villa Bibbiani

La tenuta di Villa Bibbiani si estende su quasi 400 ettari, con circa 30 ettari di vigneti in produzione. Gli impianti vitati, che risalgono agli anni ’90, si distribuiscono dalla piana dell’Arno fino a oltre 250 metri sul livello del mare. La variazione di posizione e altitudine conferisce ai vini sfumature uniche.

Il Sangiovese, piantato in questi vigneti, è la varietà principale e si esprime al meglio nel Chianti Montalbano DOCG, dal colore rosso brillante. In bocca è armonico, equilibrato, con morbidi tannini e freschezza, tipici di un vino toscano di qualità, reso particolare anche dalle verie modalità di affinamento: metà in botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri, un quarto in acciaio e un quarto in anfora.

Cantina Colonnella e la collaborazione con Nicola Biasi

Nicola Biasi, enologo pluripremiato, ha avviato una consulenza presso la Cantina Colonnella in Abruzzo, una storica cantina cooperativa. Questa collaborazione segna un nuovo inizio per la Cantina Colonnella in occasione della sua cinquantesima vendemmia.

Grazie alla reputazione e alle competenze di Biasi, la cantina mira a rinnovarsi e a migliorare la qualità dei suoi vini, con particolare attenzione al Montepulciano, vitigno predominante della regione. Biasi è noto per i suoi successi nel mondo del vino, inclusi premi importanti per il Vin de La Neu 2020. Una masterclass con Biasi ha presentato le nuove annate della Cantina Colonnella, in collaborazione con Doctorwine.

Organici, macerati o in anfora: si guarda alla sostenibilità

L’Archetipo: ottimo il lavoro per il distributore Triple A

Produce vini che riflettono l’autenticità delle terre della Murgia barese, utilizzando esclusivamente lieviti autoctoni per preservarne il vero carattere. L’Archetipo evitando la filtrazione, l’azienda mira a mantenere intatto il gusto, il profumo e il colore dei propri vini, incoraggiando i clienti a decantarli per apprezzarne appieno l’autenticità fin dal primo sorso.

Una bella scoperta è stato lo Spumante Moscatello, da uve di Moscatello selvatico
e prodotto con il metodo ancestrale
. Dopo la fermentazione spontanea del mosto, avviene la presa di spuma in autoclave. Il vino, non filtrato e con un residuo zuccherino di circa 50 g/l, presenta un colore ramato e offre aromi floreali e fruttati. Al gusto è equilibrato e vellutato, con una piacevole acidità agrumata. Si abbina bene a una vasta gamma di piatti e agli abbinamenti di fine pasto. Anche se l’abbinamento consigliato dal titolare Andrea è con le cozze.

Tenuta Terraviva: un vino vivo, appunto


Etichette in carta riciclata, pannelli solari, tra le bottiglie in vetro più leggere sul mercato e l’addio definitivo al nastro adesivo.

Ecco il biglietto da visita di questa cantina abruzzese, che produce vini biologici vista mare in provincia di Teramo. La scelta è stata di lavorare esclusivamente con vitigni autoctoni – Trebbiano, Pecorino, Passerina e Montepulciano – per rappresentare al meglio il terroir, e viene usato il il sistema delle pergole per i vecchi vigneti, che proteggono i grappoli dal sole.

MPH, un Trebbiano d’Abruzzo DOC

Molto apprezzata la bevuta dell’etichetta MPH, un Trebbiano d’Abruzzo DOC. Durante la vinificazione, gli acini vengono posti interi all’interno di anfore georgiane. La fermentazione avviene spontaneamente, con l’uso di lieviti indigeni e senza controllo di temperatura. Dopo la fermentazione, il vino riposa nelle anfore insieme alle bucce e alla feccia per circa 6 mesi. Un vino vivo.

I vini da meditazione per chiudere Vinitaly in bellezza

La Vernaccia di Oristano di Cantina del Rimedio

Chiudiamo con un vino che non può essere altro che da meditazione. Juighissa è un Vernaccia di Oristano D.O.C. Superiore, prodotto esclusivamente con il vitigno autoctono Vernaccia di Oristano. Coltivato su terreni alluvionali franco-sabbiosi chiamati “Bennaxi”, questo vino si distingue per la sua vinificazione tradizionale in bianco e per l’affinamento biologico in botti di rovere e castagno per almeno 8 anni.

Caratteristiche

Di colore giallo-oro ambrato, presenta un bouquet complesso con note di miele, mandorla e spezie. Al palato è asciutto, caldo e armonico, con un’acidità sostenuta che gli conferisce freschezza e longevità. Si abbina bene a piatti tipici della cucina sarda e ai dolci secchi, specialmente gli amaretti di Oristano.

Non solo vino, anche wine food pairing

In Veneto con il Recioto di Ugolini Vini

La realtà veronese Ugolini Vini ha presentato un’iniziativa rivoluzionaria incentrata sul Recioto, storico vino della Valpolicella. Intitolata “SWEET CORVINA – Il Recioto Verso il Futuro”, l’iniziativa si è impegnata a rinnovare il ruolo del Recioto nella ristorazione, integrandolo come ingrediente nei piatti preparati dagli chef durante tre Masterclass distribuite in tre giorni.

L’obiettivo rendere il vino Recioto parte integrante del piatto, proponendo un nuovo modo di gustare questo vino e incoraggiando il suo utilizzo anche come accompagnamento gastronomico.

Il Recioto Valle Lena 2019 di Ugolini Vini, caratterizzato da dolci note di vaniglia e crema, ha rappresentato l’essenza della tradizione e dell’irripetibilità della Valpolicella.

Agnese Loss ospite di Vitevis al Vinitaly 56° edizione 

Invitata come ospite delle Cantine Vitevis per il Vinitaly 2024, la giovanissima promettente Chef dell’Osteria Contemporanea a Gattinara, Agnese Loss ha portato uno dei piatti simbolo dell’Osteria, i suoi agnolotti al plin.

Gli agnolotti del Plin Osteria Contemporanea Chef Loss Vinitaly

La collaborazione con la Chef Loss nasce dalla volontà di Vitevis di sostenere giovani chef italiani emergenti che abbiano uno stretto legame con la sostenibilità e sopratutto siano in grado di raccontare al meglio le tradizioni nazionali.

Osteria Contemporanea, situata tra le colline del Piemonte, celebra la cucina contadina con piatti che raccontano la storia del territorio. Accanto alla Chef Agnese Loss, il mâitre Davide Saglietti accoglie gli ospiti con eleganza. Le Cantine Vitevis, unite nel 2015, promuovono pratiche agricole sostenibili e la produzione di vini di qualità. Con oltre 1.000 soci viticoltori, si impegnano per un futuro più sostenibile.

I numeri di Vinitaly 2024

La 56esima edizione di Vinitaly ha registrato un incremento delle presenze, con un totale di 97mila partecipanti, rispetto ai 93mila dell'anno precedente. 1.200 top buyer provenienti da 65 Nazioni sono stati ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. Gli Stati Uniti si confermano come il principale contingente estero, con 3.700 operatori presenti in fiera, seguiti da Germania, Regno Unito, Cina e Canada, tutti in crescita del 6%. Anche i buyer giapponesi hanno registrato un aumento del 15%.
Vinitaly Plus, la piattaforma di matching tra domanda e offerta, ha organizzato 20mila appuntamenti business, il doppio rispetto all'edizione precedente. Il fuori salone Vinitaly and the City ha visto oltre 50mila degustazioni, registrando un aumento dell'11%.